2

Oggi le panchine sotto le querce sono deserte e silenziose. Lo sono da questa mattina e lo rimarranno fino a domani. Nessuno degli abituali occupanti in vista. Ho però rivisto alcuni di loro in chiesa, nel pomeriggio, a dare l’ultimo saluto ad un loro amico, Luigi. Anch’io ero là per lo stesso motivo, anche se Luigi non era propriamente un mio amico, non nel senso che comunemente si dà a questa parola. L’ho conosciuto camminando per la via che percorro ogni giorno a piedi e che da casa mi conduce verso la piazza, la scuola di mia figlia, i negozi e gli uffici. Luigi abitava in una casetta sull’altro lato della strada, a poche decine di metri dalla mia, un semplice scambio di cortesie aveva dato vita ad un muto dialogo, quasi quotidiano. Non sapevo quasi niente di lui, della sua vita. Sapevo a malapena che era il padre di un conoscente, ma abito qui da pochi anni e sono un tipo riservato. Anche Luigi lo era, credo. Non ho mai sentito la sua voce. mi salutava con un sorriso dolcissimo e un lampo vivissimo attraversava i suoi occhi scuri, ironici, intelligenti. Pochi giorni fa, a seguito di una caduta in casa, è terminata la sua vita. In silenzio, con discrezione. Aveva 88 anni,  lo conoscevo da poco eppure mi si è stretto il cuore pensando che non avrei incontrato più il suo sorriso tornando a casa con le borse della spesa. La chiesa era gremita e silenziosa. Mentre aspettavo l’inizio della funzione ho avuto un sussulto lieve: tre bandiere dell’A.N.P.I.  hanno fatto solennemente il loro ingresso, svelandomi molto della bellezza di quel viso sincero. Luigi era un partigiano; non “era stato”, ma era. Durante l’omelia Don Stefano ha riunito alcuni tratti di Luigi e li ha raccontati, con dolcezza. Luigi aveva tre amori oltre la sua amata moglie: essere Partigiano, la Libertà, la caccia. Fra poco sarà il 25 di aprile. Ripenserò particolarmente al suo sorriso e a quello sguardo di ragazzo conservato nell’andatura incerta di un anziano signore, e a tutto quello che avrei potuto chiedergli sulla sua vita da partigiano e che non potrò mai sapere. Ripenserò alle tre bandiere, volteggianti nel silenzio assoluto della chiesa, al loro garrire sommesso, lieve come un sussurro, dolce come una carezza. La chiesa era silenziosa, eppure sentivo tutta la forza e l’altissima voce di un’idea levarsi in alto…come un monito, come un saluto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...